sabato, ottobre 07, 2006

la pizza di Giza

Finalmente abbiamo fatto un banchetto come si deve, di quelli che intende Roberto!

Nella camera funeraria c'era poco posto, così il Gran Visir ci ha accomodato sotto le piramidi.

Luciano e Franca ritornavano da una passeggiata a Trieste, ma io penso invece che abbiano giocato con i petardi, altrimenti non si spiega la loro strana acconciatura, più verticale che diagonale.

Mentre i maschietti si dilettavano in dissertazioni filosofiche a tutto campo (orari dei treni, dvd, passeggini...), ostentando atteggiamenti intellettualoidi, le quote rosa si burlavano bellamente dei rispettivi mariti: si erano radunate tutte in un angolo, ed ogni volta che mi voltavo verso di loro si tenevano la pancia e mi indicavano con il dito. In fondo le poiane avevano ragione, siamo intellettuali davvero poco credibili.

Ma la lunga mano del pontefice ci ha raggiunto anche lì, e la nostra conviviale cenetta non ne è uscita indenne; nella piramide vicina un'orda di creduloni ometteva una o più regole del galateo.

Numericamente superiori, urlavano come allenatori di calcio, per "festeggiare" la cresima di una baldanzosa giovinetta vestita a nozze, annoiata, viziata, intenta a giocare con la sua nuova fotocamera.

I parenti, per prepararsi ai mondiali di calcio, urlavano "bacio, bacio".

Bacio? chi bacia chi?

Luciano, giustamente, sospettava comportamenti pedofili, ma la giovinetta, incurante e per nulla intimorita, seguitava ad abbagliarsi con il flash.

Certo, perché gli incitamenti erotici non erano rivolti a lei, ma a due coppie di creduli pluriottantenni.

Brutte scene da vedere, parrucche e dentiere fuori posto, e subito dopo i perversi desideri dei creduli si placavano.

Ma dove hanno il pudore questa gente? E poi dicono di noi...

Ci consolavamo con il dolce, ed Anna aveva una felice intuizione: perché la prossima volta non festeggiamo con una torta ed una candelina, magari al compleanno del nostro circolo? Giusto!

Quando avrà un anno saprà camminare.

Un Dignitario voleva le nostre offerte, e noi le offrivamo, ma lo scriba non era convinto, secondo lui i conti erano sbagliati.

Numeri arabi o numeri romani?

Si faceva avanti il matematico impertinente, che con fare risoluto contava le offerte: erano giusti i numeri romani.

Non per niente l'Antico Egitto ha lasciato il posto all'Impero di Roma.

Di ritorno verso casa, con la mia vetturetta azzurra, non ho smarrito la retta via, e questo non per merito di un supposto essere superiore, ho solo seguito la stella polare, della costellazione dell'Orsa Minore.

Non fede ma scienza, nel nostro stile.

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